1° Maggio: la lettera del Diacono Demontis, Direttore Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, Tempio-Ampurias

Il Diacono Demontis

1° Maggio Festa dei Lavoratori! In questo momento storico “fare festa” è quanto meno impegnativo! Alcune considerazioni ci portano a pensare che siamo arrivati sicuramente a effettuare delle scelte tra “modelli vecchi di lavoro” e “nuove opportunità” che si affacciano sulla scena dei nostri territori. Sarà molto difficile scardinare il “abbiamo fatto sempre cosi, o se vogliamo il lasciare la strada vecchia per la nuova” che comporta sempre una certa paura di perdere quello che si era, per fare del rinnovamento un impegno nuovo. Rinnovamento che influisca anche sui nostri stili di vita. La pandemia, oltre che a incutere paura e terrore, ha messo a nudo i limiti del nostro sistema socio-economico-sanitario. Le disuguaglianze già esistenti nel mondo del lavoro sono peggiorate e purtroppo si stanno creando nuove povertà. Molti settori e attività sono a rischio, anche se l’intervento dei ristori, cassa integrazione, sospensione di pagamenti di rate, sospensione di obblighi fiscali, ha alleviato, in parte, ma non del tutto i patimenti. L’alto numero di suicidi, ahimè, ne è testimone.

Pensiamo, anche, in questo momento ai tanti disoccupati, ai lavoratori “irregolari” coinvolti nel cosiddetto “lavoro nero” che potrebbe aumentare a vista d’occhio, perché si sa che nel caos il male affare sguazza. Va anche considerato il fatto che il Governo ha bloccato i licenziamenti, ma quando il blocco verrà tolto la situazione, ho paura, diventerà drammatica.

Che il 1° Maggio, sia festa! Viviamo questa difficile fase senza disimpegno e soprattutto senza rassegnazione, usando e distribuendo le dosi del “vaccino della Solidarietà” senza paura di terminare le scorte, per fortuna nei nostri territori ce ne sono in abbondanza. Stiamo nei nostri territori pronti anche ad innovare il lavoro. Ma allo stesso tempo stiamo vicino alle tante famiglie e persone provate e ferite portando aiuto, consolazione e sostenendo anche quelle forme di imprenditorialità innovative soprattutto tese a coinvolgere i nostri giovani.

Redazione

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