Olbia, dopo i disordini in centro storico, intervengono le commissioni consiliari.

Da sinistra, Maria Antonietta Cossu e Simonetta Padre

Tra le varie attività messe in campo dall’amministrazione comunale in seguito ai disordini che hanno interessato il centro storico di Olbia la scorsa settimana e che hanno visto tristemente protagonisti giovani e giovanissimi nostri concittadini, si sono immediatamente riunite le commissioni consiliari interessate.

«Riteniamo sia necessario soffermarci a riflettere rispetto alle modalità e ai termini attraverso i quali l’amministrazione possa incrementare la propria attenzione rispetto al disagio che sempre più ferisce alcune frange della nostra popolazione giovanile, certamente vittima di un sistema educativo fragile, dal quale scaturisce l’espressione di linee di condotta antisociale, che passano dalle dipendenze di sostanze alcoliche e droghe a forme di aggressività e di oppositività – afferma Maria Antonietta Cossu, presidente della commissione servizi sociali. Il Consiglio Superiore di Sanità ha posto l’accento sull’intensificarsi del fenomeno delle dipendenze da sostanze alcoliche tra i giovanissimi, insieme all’incremento di stati depressivi, a causa delle restrizioni legate al lockdown, ma riteniamo che in questo caso si siano cronicizzate problematiche preesistenti, che comunque trovano substrato in situazioni  complesse dal punto di vista psicosociale, tra cui certamente il problema centrale rimane quello della disgregazione della famiglia e del suo sistema educativo valoriale».

«Sabato 22 maggio ad Olbia si è aperta una ferita profonda- interviene la presidente della commissione cultura Simonetta Padre -. Questa data segna un limite che si è oltrepassato e dal quale bisogna ripartire trovando soluzioni immediate e concrete. È intollerabile che una città in forte crescita come la nostra, che offre svariate possibilità di sviluppo in diversi ambiti, venga svilita dall’atteggiamento riprovevole di ragazzini e ragazzine che si stanno perdendo nell’abuso di alcol e di droghe. La loro dovrebbe essere l’età in cui si ha il mondo in mano, si scoprono i propri talenti. La grinta e l’energia dovrebbero essere canalizzate verso una realizzazione di vita. Adesso non possiamo solo limitarci a capire le motivazioni che spingono questi ragazzi a tali comportamenti, ma è il momento di agire ripristinando ordine e sicurezza. Ed è una battaglia che non ha colore politico perché qui si gioca il futuro delle nuove generazioni».

«Questo è il momento della tolleranza zero. È fondamentale intensificare i controlli nelle attività commerciali perché non vendano alcolici ai minori. Non solo: è importante il ruolo e i presìdi degli agenti della polizia locale e delle forze dell’ordine in generale nelle vie del centro» conclude il presidente della commissione attività produttive, Roberto Derosas.

Redazione

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