La nuova Air Italy con cuore a Bologna? “Serve chiarezza” precisano dall’Usb.

“C’è bisogno di chiarezza. Come USB non abbiamo preclusioni di sorta – afferma Alessandro Brandanu, voce del sindacato autonomo – purché ci sia un quadro delineato e chiaro della proposta”. L’indiscrezione diffusa dal Sole 24Ore circa la trattativa per l’acquisizione del ramo di volo di Air Italy che, accanto alla  cordata russo americana di Ateo Air, vedrebbe scendere in campo anche l’advisor Longheadland Limited, non smuove di un millimetro le perplessità già manifestate da una parte dalle rappresentanze sindacali.  Stando ai rumors il cuore della nuova Air Italy  non sarebbe più Olbia ma Bologna, aeroporto strategico sotto molti punti di vista. Capofila dell’operazione è l’imprenditore-finanziere Oleg Evdokimov, ma dietro le quinte, dal Regno Unito, sarebbe al lavoro il consulente strategico Longheadland. Il piano di salvataggio poggerebbe su due pilastri: spostare la base operativa al Guglielmo Marconi e dare avvio all’iter di riassunzione del personale di Air Italy. In prima battuta sarebbero 200 i dipendenti che troverebbero un futuro professionale nella nuova compagnia. “Non basta dire che sono interessati: le manifestazioni di interesse reali – specifica Brandanu –  devono seguire l’iter ufficiale previsto per le medesime e quello del rilancio, ma dopo aver avuto accesso alla “data-room”.

Alessandro Brandanu, Usb

Il progetto della nuova compagnia, oltre alla novità della base, prevede l’utilizzo di un nuovo tipo di aereo: addio Boeing e benvenuti Sukhoi Superjet 100, arei snelli, flessibili, di linea regionale biturbina di nuova generazione da75-100 posti.

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