Il governo dice NO e impugna la legge che istituisce le nuove province in Sardegna

Roma, 10 giu. (Adnkronos) – Via libera del Cdm alla richiesta di impugnare la legge sarda che voleva aumentare le province da 5 a 8 senza il preventivo referendum previsto dallo statuto della regione. Si apprende da fonti di governo.

Il Governo – si legge da fonti di palazzo Chigi – si è opposto alla riforma che, con una immotivata moltiplicazione di enti, avrebbe dato vita a una struttura troppo complicata, articolata e inutilmente costosa senza il doveroso ricorso alla consultazione popolare prevista dallo statuto.

“La Sardegna, con circa 1.600.000 abitanti, ha oggi 4 province e una città metropolitana. Si tratta dello stesso numero del Lazio, che però conta 6 milioni di abitanti (il quadruplo della Sardegna). Se la regione passasse a 8 province, conterebbe un numero di enti di area vasta superiore a quelle del Lazio, della Campania, del Veneto e della Puglia, tutte regioni molto più popolose della Sardegna. Le province sarde avrebbero in media 200.000 abitanti, cioè meno di un municipio di una grande città”.

L’assessore regionale competente della materia, Quirico Sanna, esprime la sua posizione sul suo profilo Social: “Nel 2016 la sinistra istituisce la provincia del Sud, ed il governo italiano non impugna la legge, oggi a legislazione invariata, il governo italiano impugna l’istituzione delle province e città metropolitane della Sardegna. Quindi per questo governo a trazione PD – 5 stelle, si decide di impugnare le leggi a seconda del colore che amministra la regione Sardegna. Noi non molliamo, arriveranno prima o poi le elezioni nazionali!!!”
Non si fa attendere la risposta del Consigliere Regionale Giuseppe Meloni (PD) che si era ugualmente battuto per la provincia del Nord Est, che scrive: “quindi la Ministra Gelmini che ha proposto l’impugnazione ora è diventata di sinistra?”; raggiunto telefonicamente dalla redazione, il Consigliere Meloni specifica: “voglio leggere il ricorso del governo. Senza le motivazioni è inutile fare commenti. Ma buttarla sulla punizione politica con tre ministri al governo del suo gruppo e con altrettanti ministri di un partito loro alleato a Roma e a Cagliari è davvero ridicolo”.

Redazione

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